
"La vera Università non ha un'ubicazione specifica. Non ha possedimenti, non paga stipendi e non riceve contributi materiali. La vera Università è una condizione mentale" Robert Pirsig
Questa sessione di lezioni è sponsorizzata da
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L'ultimo palinsesto di lezioni si è concluso.
Presto verranno pubblicati i dettagli dei nuovi eventi. Nel frattempo lo staff ti
invita a consultare spesso il sito e scrivere nel nostro gruppo Facebook.
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| OILPROJECT è una scuola virtuale - gratuita ed aperta a tutti - in cui si discute di attualità, Internet e Innovazione. Le lezioni avvengono vocalmente e sono tenute da volontari che condividono le loro conoscenze con gli altri utenti, senza alcun fine al di fuori di quello della divulgazione libera dell'informazione. Con più di 9000 studenti, Oilproject è leader italiano nel campo del free e-learning. [more] |

- iTunes: strane cose, comportamenti anomali
- Un paio di considerazioni sull’incontro Rai Net
- Un po’ di logica formale, leggendo Jaron Lanier, fa sempre bene
- La modesta opinione di un nativo digitale (anzi, micidiale)
- Oggi alle 18.30 l’on. Palmieri spiega se il PDL vuole davvero arginare la Rete
- Oilproject: la politica si confronta nell’arena del Web
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Innovazione: scarica le registrazioni delle lezioni
In attesa che venga presentato il nuovo palinsesto di lezioni, ti invitiamo a usufruire delle registrazioni delle lezioni dei mesi scorsi. Dallo scorso novembre Oilproject non tratta più solamente di informatica ma, più in generale, di Innovazione.
Le tematiche trattate infatti sono attualità e politica, storia delle idee, Internet ed economia e business.
Il senso del percorso è far percepire come il paradigma dell'Innovazione sia unitario, multidisciplinare e trasversale. La ricetta? Offrire ai navigatori i contributi di persone con i background più disparati.
Scegli la lezione di cui visualizzare la registrazione:
| Mercoledi' 10 marzo | Economia e business
A cura di Cristina Mariani
Consulente, ex imprenditrice, laureata in Economia, ha scritto il libro Marketing Low Cost Ed. Franco Angeli e cura il blog www.cristinamariani.it
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| Mercoledi' 11 novembre | Economia e business
A cura di Roberto Vacca
Autore di decine di romanzi e saggi dedicati a scienza, storia e fantascienza. È stato ricercatore presso il CNR. Ha curato alcune trasmissioni divulgative RAI e scrive per Nova24 IlSole24Ore.
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| Giovedi' 12 novembre | Internet
A cura di Anna Masera
Giornalista de La Stampa
| | Lunedi' 16 novembre | Attualità e politica
A cura di Lisa Vozza
Scientific Officer presso l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC). Autrice di 'I vaccini dell'era globale. Come si progettano, da che cosa ci difendono, perché sono sicuri', con Rino Rappuoli (Zanichelli), 'Nella mente degli altri. Neuroni specchio e comportamento sociale', con Giacomo Rizzolatti (Zanichelli).
| | Martedi' 17 novembre | Economia e business
A cura di Stefano Quintarelli
Uno dei pionieri del Web italiano. È stato presidente dell'Associazione Italiana Internet Provider e fondatore di I.Net
| | Lunedi' 23 novembre | Internet
A cura di Andrea Santagata
Co-fondatore di Splinder, la prima piattaforma italiana di blogging. È stato responsabile marketing di Virgilio.it
Adesso è amministratore delegato di Liquida.
| | Mercoledi' 25 novembre | Internet
A cura di Luca Conti
Creatore del blog 'Pandemia'. Consulente, scrive su IlSole24Ore.
| | Giovedi' 26 novembre | Storia delle Idee
A cura di Adriano Morando
Docente di Elettrotecnica e di Storia ed Epistemologia delle Scienze Elettromagnetiche presso il Politecnico di Milano.
| | Lunedi' 30 novembre | Economia e business
A cura di Gianluca Dettori
Dopo esperienze in Lycos ed Olivetti, è stato fondatore di Vitaminic e Dpixel.
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| Giovedi' 3 dicembre | Attualità e politica
A cura di Alberto Cottica
Project manager presso il Ministero dello Sviluppo Economico e responsabile di Kublai. Fisarmonicista, è uno dei fondatori dei Modena City Ramblers e dei Fiamma Fumana.
| | Mercoledi' 9 dicembre | Attualità e politica
A cura di Renzo Cavalieri
Professore di Diritto Privato Comparato presso l'Università Cà Foscari di Venezia.
| | Giovedi' 10 dicembre | Storia delle Idee
A cura di David Orban
CEO di Questar. Fondatore della startup californiana WideTag. Advisor presso la Singularity University, l'Istituto della Silicon Valley supportato da Google e Nasa.
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| Venerdi' 11 dicembre | Economia e business
A cura di Francesco Sacco
Managing director del centro di ricerca EntER dell'Università Bocconi. Docente Università dell'Insubria e Università Bocconi.
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| Lunedi' 14 dicembre | Storia delle Idee
A cura di Giulio Guidorizzi
Professore di Teatro e Drammaturgia dell'Antichità presso l'Università di Torino.
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| Martedi' 15 dicembre | Attualità e politica
A cura di Linda Lanzillotta
Deputata alla Camera dei Deputati. Esponente di Alleanza per l'Italia. Ex ministro degli Affari Regionali. |
| Mercoledi' 16 dicembre | Internet
A cura di Stefano Mizzella
Dottorando in Information Society presso l'università Bicocca di Milano e co-direttore del corso Social Media Lab presso l'Università IULM di Milano.
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| Venerdi' 18 dicembre | Attualità e politica
a cura dell'on. Antonio Palmieri
Deputato alla Camera dei deputati e responsabile nazionale della comunicazione elettorale e Internet del Popolo delle Libertà.
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Partecipate qui alla discussione sul nuovo palinsesto.
Questa notte Apple ha cercato di prelevare a più riprese, dalla mia carta prepagata per fortuna vuota, alcune decine di dollari a fronte di acquisti non effettuati.
5 tentativi di prelievo, di importi sempre minori, in pochi minuti.
Quando ho visto gli sms della banca, ho provato ad autenticarmi nell’account, ma non ci sono riuscito.
Ho provato ad [...]
Scarica le registrazioni delle lezioni primaverili
A giugno si è concluso il palinsesto primaverile delle lezioni organizzate da Oilproject.org.
Costante la partecipazione di voi studenti e numerosi i download delle registrazioni delle lezioni.
Vi consigliamo - per la pausa estiva - di scaricare le registrazioni delle lezioni tematiche a cui abbiamo assistito nella sessione appena conclusa.
Eccone alcune:
I social network e la privacy, a cura di Massimo Melica
http://www.oilproject.org/EVENT222#downloadaudio
Amministrazione digitale e semplificazione dello Stato, a cura di Paolo Zocchi
http://www.oilproject.org/EVENT221#downloadaudio
Percorso teorico-pratico sulle licenze Creative Commons, a cura di Simone Aliprandi
http://www.oilproject.org/EVENT223#downloadaudio
La neutralità della Rete: cos'è e perché è importante parlarne, a cura di Stefano Quintarelli
http://www.oilproject.org/EVENT220#downloadaudio
Una legge per la Rete: incontro con il sen. Luigi Vimercati
http://www.oilproject.org/EVENT234#downloadaudio
Salvatore Aranzulla: guadagnare facendo il blogger
http://www.oilproject.org/EVENT215#downloadaudio
Dritte su come entrare nel mondo del lavoro, a cura di Flavia Marzano
http://www.oilproject.org/EVENT233#downloadaudio
L'elenco completo delle registrazioni è disponibile all'indirizzo http://www.oilproject.org/AudioLogs
Buona navigazione.
Un esempio di video-lezione
Dario Freddi e Riccardo Iaconelli, due sviluppatori milanesi under25, raccontano il lavoro che svolgono per l'ambiente grafico KDE, uno dei progetti internazionali collegati al mondo Linux più attivi.
La lezione, che ha avuto luogo nella nostra classe virtuale a febbraio, è di carattere tecnico. Se ti interessano altri tipi di lezione, visita la nostra area download.
DI MARCO DE ROSSI
Torno a scrivere un post su Shannon dopo tanto tempo perché sento il bisogno di dire la mia (sì, mi sento un po' tirato in ballo) su questa questione - sollevata da Marco Massarotto ma, a giudicare dai feedback, cara a molti - dei nativi digitali.
Nativi che, nella riflessione di Marco, diventano addirittura micidiali. Micidiali perché Daniel, effettivamente, l'ha fatta proprio grossa.
Dunque, io credo sia sbagliato guardare noi nativi digitali come se avessimo qualche particolare talento. I nativi digitali (forse con l'eccezione di teste con la potenza analitica di Andrea Lo Pumo) NON sono geni.
Ho un sacco di amici in età da "nativi" che non sono nativi digitali ma sono persone di grande talento. Quando entreranno nel mercato del lavoro, dove io sono entrato precocemente, manifesteranno le loro competenze e daranno un grande contributo. Credo insomma che sia socialmente insignificante e poco interessante analizzare la questione dei nativi digitali utilizzando l'etichetta e il discriminante del "talento precoce".
Chi lo fa, e su questo sono d'accordo con Marco Massarotto, genera mostri.
Ma allora cosa c'è di speciale in questi nativi digitali? L'impegno, il non essere pigri. I nativi digitali sono un gruppo di giovani che, sfruttando alcuni processi economici innescati dall'Information Technology (mancanza di barriere d'entrata, mercato unico ad accesso libero, crowdsourcing e altre "alleanze decentrate" nello sviluppo di progetti, opensource, piattaforme UGC) si danno da fare in età precoce.
Insomma, negli anni 70 non c'erano nativi digitali non tanto perché i PC non erano ancora entrati nelle nostre case (sarebbe una motivazione ben banale!) ma piuttosto perché, non essendo ancora avvenute le innovazioni economiche di cui sopra, non potevano esserlo! Non avevano gli strumenti culturali ed economici per farlo!
Poi ovviamente esistevano altri modi per "darsi da fare in età precoce". E penso che, da questo punto di vista, il serio impegno politico non sia secondo a nulla (serio = produttivo rispetto alla propria sotto-comunità, serio != ingente).
Il mio amico Riccardo Iaconelli, che ha 19 anni e che probabilmente non conoscete, è un nativo digitale. Non c'è niente di speciale nella sua "testa". Certo, è un ragazzo intelligente, ma chissenefrega! È pieno il mondo di gente a cui è capitata in sorte una buona corteccia...
Riccardo è un figo pazzesco per un altro motivo. È un figo perché da piccolo, per passione, ha imparato a programmare in C e C++ e adesso, ormai da 4 anni, collabora con il team internazionale di KDE, uno dei due principali desktop manager di Linux. Fa di tutto: grafica, concept del desktop del futuro (Plasma), icone, developing puro. Quando usate KDE, in piccolissima parte, dovete dire grazie anche a Riccardo. Poteva passare i suoi pomeriggi a guardare MTV e chattare su MSN, e non lo ha fatto. Ecco perché è un figo! Ecco perché lo stimo.
E io credo che l'intento di un altro Riccardo, che ha deciso di dedicare a noi nativi digitali una copertina di Wired, fosse proprio quello di esaltare l'impegno, più che la testa di questi ragazzi. Leggete questo suo post per averne conferma.
I nativi digitali sono quindi ragazzi qualunque. Non sono dei talenti da mettere nell'acquario e studiare come "bambini speciali". Sono solo dei ragazzi che hanno fatto determinate scelte. Scelte che bisogna rispettare.
Grazie a Internet, da adesso e per sempre, chiunque potrà fare le stessa scelte (o anche molto diverse). Chiunque potrà essere nativo digitale. Chiunque potrà dare una mano come sta facendo Riccardo.
Post scriptum. Non capisco il collegamento con la vicenda di Daniel. I nativi digitali, essendo persone normalissime, hanno tutti i difetti del mondo. In questo caso Daniel si è dimostrato disonesto. I ragazzi (nativi e non), io credo, imparano a essere onesti guardando, fin da piccoli, i propri genitori. Guardando la dignità con cui svolgono quotidianamente il loro lavoro. Percependo l'orgoglio con cui descrivono determinate vicende dei nonni. Sentendo il rispetto che hanno per le Istituzioni e per il prossimo (che sono ovviamente la stessa cosa). Insomma, è una cosa squisitamente personale. E non credo c'entri nulla con il discorso dei nativi digitali.
Scriviamo per raccontarvi che, in questi mesi di "riposo", molto lavoro è stato fatto. Nel mese di luglio si è sviluppata una discussione interna alla mailing list di Oilproject e, dopo un dibattito animato anche da contributi esterni, è stato deliberato un allargamento delle materie trattate negli eventi serali organizzati dalla scuola gratuita online che, per data di fondazione e numero di iscritti, è prima in Italia.
Le tematiche trattate nel nuovo palinsesto, tutte connesse dal filo dell'Innovazione e "dell'approccio alla scelta" saranno:
- Attualità e politica
- Storia delle idee
- Internet
- Economia e business
A tenere queste nuove lezioni, che avranno luogo a partire dalla seconda settimana di novembre su Oilproject.org, saranno ricercatori, professori universitari, esperti di Internet, politici e imprenditori.
Il senso del percorso è far percepire come il paradigma dell'Innovazione sia unitario, multidisciplinare e trasversale. La ricetta? Offrire ai navigatori i contributi di persone con i background più disparati.
Il calendario dettagliato verrà presentato giovedì 22 ottobre.
Cosa ne pensate? La discussione è qui
Lo staff
(in ordine sparso) Andrea Cambieri, Marco De Rossi, Nello Coppeto, Enrico Giubertoni, Giacomo Rizzo, Lorenzo Perone, Mario Govoni, Mauro Rubin, Simone Onofri, Gabriele Levy
In questo articolo di MARIO GOVONI si parla di libertà di espressione in Rete e dell'approccio con cui il legislatore vuole regolamentare Internet. La posizione espressa è condivisa dalla redazione di Shannon.
Caro nipote,
[..]
Ricordo, ad esempio, che in Italia ci fu chi propose una legge, una tra le tante, che stabiliva che chiunque si fosse sentito offeso da qualcosa che qualcuno aveva scritto in Rete, chiedesse, anzi pretendesse, immediata rettifica, pena sanzioni pecuniarie gravosissime. Devo dirti, caro nipote, che non so se la legge fosse stupida perché chi l'aveva scritta non capiva nulla di Internet, oppure fosse stata redatta da un sabotatore che l'aveva resa, di proposito, inapplicabile. Chi era che poteva chiedere la rettifica? Come si poteva esser certi che era stata richiesta da chi ne aveva diritto e non da uno scherzoso buontempone? A chi andava richiesta? A che indirizzo la si doveva inoltrare? Come si poteva avere la certezza che la notifica era stata recapitata? Come si poteva, infine, esser certi che il soggetto al quale era stata inoltrata la richiesta di rettifica fosse realmente in grado di apportarla? Senza contare, poi, che una notizia, una volta apparsa su Internet, poteva esser ripresa da altre fonti e diffusa come un incendio in una macchia di sterpaglie, quindi la richiesta di rettifica avrebbe dovuto raggiungere decine, forse centinaia di soggetti. Poi c'era un'altra cosa da considerare: la rettifica, lungi dal tutelare la dignità di chi si era sentito offeso, avrebbe potuto provocare l'effetto esattamente contrario. Se io scrivevo che tu eri un ladro c'era la possibilità che a leggere la notizia fossero solo dieci persone; tu chiedevi la rettifica e questa era letta da cento persone. La tua richiesta aveva fatto sì che altre novanta persone avessero saputo che c'era chi ti riteneva un ladro. Non c'è che dire: un vero e proprio atto di tafazzismo. Ah! Sì, scusa … Tafazzi era un personaggio, creato da un trio comico, che passava le sue giornate a prendersi a bottigliate i testicoli, un vero e proprio autolesionista.
[..]

Forse lo scopo della legge era proprio questo: creare un massiccio contenzioso al fine di bloccare ancor di più l'attività giudiziaria per favorire lo scattare dei termini della prescrizione dei reati, o per avere il destro per “riformare” l'amministrazione della giustizia nel senso auspicato dagli estensori della legge e dalla maggioranza che l'aveva approvato.
Quello che non era chiaro ai legislatori di tutto il mondo era che si trovavano di fronte a un fenomeno nuovo, che travalicava i confini degli Stati per creare una sorta di super nazione: l'espressione “cittadino del mondo” assumeva un nuovo, più preciso significato. Chi aveva accesso a Internet diventava, a tutti gli effetti, un cittadino del mondo, di un mondo libero e democratico, dove la parola di tutti aveva lo stesso valore. Di questo dovevano tener conto i legislatori, ma non se ne erano resi conto. Internet garantiva a tutti libertà di parola, libertà di espressione, libertà di conoscenza, libertà di informazione, ma era una nazione severa: pretendeva che i suoi abitanti acquisissero una cosa fondamentale, la consapevolezza. Consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri, dei rischi connessi, della possibilità di fare cattivi incontri e di essere truffati da criminali, perché, caro nipote, su Internet c'erano anche quelli, ma anche coscienza di dover difendere i propri diritti e doveri, di dover difendere Internet. Ed era proprio questa, spesso, a mancare. Ecco che gli Stati più evoluti iniziarono a organizzare campagne massicce di alfabetizzazione informatica, proprio per diffonderla. Fu come una valanga: dapprima poche iniziative, spesso locali e scoordinate, poi, via via, sempre più diffuse, estese a macchia d'olio. Cittadini di tutte le nazioni e di tutte le età acquisirono la capacità di usare Internet, che nel frattempo si era diffusa veramente in tutto il mondo, raggiungendo anche le più sperdute valli montane e gli angoli più remoti dei deserti, e capirono che erano tutti uguali, al di là delle differenze di cultura, razza e religione. Internet, così, diventò il primo luogo nel quale trovarono pratica applicazione i tre principi fondamentali della Rivoluzione Francese.
Augurio per una Rete veramente libera e democratica. Non c'è davvero nessun motivo per non essere uniti in questa battaglia: "Quando la verità è evidente, è impossibile che sorgano partiti e fazioni. Mai s'è disputato se a mezzogiorno sia giorno o notte" (Voltaire).
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